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Prodotti tipici fra salute e sviluppo locale

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Prodotti tipici fra salute e sviluppo locale.

Si è svolto un convegno formativo a Secinaro, ai piedi del Sirente il 21 marzo 2015

E’stato un evento innovativo l’incontro a Secinaro, in occasione dell’XI edizione sulle antiche prelibatezze del Centro Abruzzo - I prodotti tipici per la salute e lo sviluppo locale, svoltosi il 21/03/2015 ai piedi del Monte Sirente in provincia dell’Aquila.

Già dalla location. Il ristorante “Ada e Giovanni” ha sponsorizzato l’iniziativa, ospitando relatori e pubblico in un ambiente accogliente, in stile country con aromi e profumi alle erbe sirentine.

Alto il profilo scientifico dei relatori, ascoltati con grande interesse e partecipazione, in una sala colma di ospiti; professionisti del settore agroalimentare abruzzese, sindaci motivati e sensibili alle tematiche trattate, cittadini, studiosi, responsabili di organizzazioni culturali locali. L’incontro si è svolto in concomitanza con la prima giornata del FAI che ha posto l’attenzione nello stesso territorio sul complesso monumentale della chiesa di S. Francesco d’Assisi a Castelvecchio Subequo.

Ha moderato Fiorenza Quatraro.

Un convegno nato come risposta da parte della commissariata Comunità Montana Sirentina, ente etichettato “Ecomuseo d’Abruzzo” dal 1998:

- all’appello del Sindaco dell’Aquila, che nei giorni scorsi aveva rivolto ai sindaci del Percorso del Perdono Celestiniano, Sulmona- Valle Subequana- Aterno - L’Aquila, di proporre i propri prodotti tipici da inserire in un progetto promozionale in vista dell’Expo di Milano,

- alla volontà dell’Associazione Culturale Insieme per il Centro Abruzzo, guidata dall’ing. Antonio Ruffini, per aver prediletto il territorio sirentino per questa edizione, Ecomuseo d’Abruzzo, nonché partner del progetto europeo Sycultour, mirato alla ricerca di strategie per lo sviluppo delle aeree rurali del sud est europeo, coniugando cultura e turismo.

Dopo i saluti:

- del sindaco di Secinaro Clementina Graziani, funzionaria della Regione Abruzzo, nel ruolo di diritto per gli onori di casa, estasiata nell’ospitare un’iniziativa così importante nel suo piccolo comune, borgo del Parco Sirente Velino;

- del Commissario della Comunità Montana Sirentina Luigi Fasciani che ha evidenziato come l’Ente continui a fare il proprio ruolo nel favorire la coesione territoriale, affinché maturi la volontà sinergica dei sindaci nel saper ricomporre un’istituzione in grado di offrire i servizi fondamentali in un’area montana, onde evitare il degrado e l’irreversibile fenomeno emigratorio;

- del sindaco architetto Fernando Fabrizio di Castel di Ieri, comune che ospita un inestimabile sito archeologico caratterizzato dai resti di un Tempio Italico. Un primo cittadino da sempre impegnato nel proporre un turismo culturale per un territorio dal paesaggio incontaminato e con un patrimonio storico-architettonico invidiabile ancora inespresso.

Ad aprire i lavori è stato l’agronomo Giorgio Davini, del Parco Majella Morrone, diventato ormai un volto famoso nelle conferenze in cui si parla di Slow food e di turismo naturalistico. Ha riaffermato il concetto di un turismo di qualità che l’Abruzzo dovrebbe proporre per attirare soprattutto stranieri, presenti ancora in bassa percentuale, superando alcuni schemi ormai stereotipati che non possono più dare quell’incremento che la Regione Abruzzo meriterebbe.

L’agronomo della Regione Abruzzo Donato Silveri, subequano D.O.C., per tanti anni già impegnato nella soppressa ARSA, ha ribadito l’importanza dell’autenticità delle produzioni agrarie autoctone, quale patrimonio nella biodiversità agro-alimentare, ai fini dell’identità culturale.

L’esposizione della ricercatrice universitaria Anna Maria D’Alessandro si è rivelata una vera lezione universitaria sulle proprietà farmacologiche dello zafferano, di cui quello aquilano risulta essere il più pregiato a livello mondiale, miracoloso nel debellare numerose patologie, fra le quali il diabete, l’ansia e l’ipertensione. Dalle slide proiettate sugli esperimenti di laboratori o eseguiti, si è evidenziato come l’azione di alcune molecole, contenute nei componenti biochimici dello zafferano, sono altamente efficaci nel far regredire alcune forme tumorali, come quello alla prostata e al cervello.

Il medico nutrizionista sulmonese Antonio Pacella ha parlato anche di come la produzione industriale di serie standardizzata, non favorisca la biodiversità, riducendo così la gamma dei prodotti alimentari sempre più meno naturali. Basterebbe pensare che il 75% del cibo mondiale è rappresentato da sole 12 specie di piante e di soli 5 animali.

L’accademico delle scienze di Roma Ennio Maccari ha presentato una panoramica sul dramma delle problematiche connesse all’inquinamento in agricoltura a livello nazionale.

Giovanni Pizzocchia, impiegato dell’Ente, laureato in sociologa, che ha capitalizzato importanti conoscenze formative nell’ambito dei servizi innovativi nella P.A., dalla comunicazione pubblica alla protezione civile ed allo sviluppo locale, ha ripercorso sin dalle origini il concetto di Ecomuseo. Un neologismo nato nel 1971 in Francia, grazie ad Hugues De Varine, padre degli Ecomusei ed autore del libro diventato un cult ‘’ Le radici nel futuro. Il patrimonio culturale al servizio dello sviluppo locale’’, una sorta di bibbia per i decisori politici, imprenditori e operatori culturali. Il relatore ha avuto modo di conoscere Il prestigioso museologo francese recentemente a Trento, in un convegno nazionale finalizzato alla costituzione di una Rete degli Ecomusei, per favorire lo sviluppo locale. Il termine fu utilizzato la prima volta nell’agenda politica di insediamento dell’allora ministro dell’Ambiente d’oltralpe, per un progetto innovativo di tutela e sviluppo già proiettato al futuro, in quella che ora stiamo vivendo come era post industriale. A partire dagli anni ’90 il modello ecomuseale ha iniziato a diffondersi in Italia ed è tutt’ora in progress, in un dinamismo che vede alcune regioni già con una propria legge: Piemonte, Trentino, Lombardia, Friuli V.G., Puglia e Molise. La Comunità Montana Sirentina già nel 1998 lo aveva adottato come programma istituzionale. Sviluppare tale progetto in un territorio come quello sirentino, come afferma lo stesso Hugues De Varine, produce attività ed opportunità di lavoro direttamente (restauro, pianificazione, gestione, animazione, mediazione, accompagnamento dei visitatori) e indirettamente (attività commerciali locali, prodotti tipici e derivati, rinascita dei mestieri e delle produzioni tradizionali). Lo sviluppo di un ecomuseo è un processo che influenza fortemente gli abitanti di un territorio, coinvolgendoli e responsabilizzandoli. La partecipazione a tale dinamica ha un forte valore pedagogico e formativo.

A seguire una serie di interventi qualificati da parte dei presenti.

Dulcis in fundo: degustazioni con le antiche prelibatezze del Centro Abruzzo, grazie ai produttori locali che hanno partecipato, allietate da canti folcloristici locali, da parte della neonata formazione proprio per l’occasione ‘’I Cugini di Montagna’’.

A cura del Servizio Ufficio Stampa.

Secinaro 22/03/2015

Pubblicato il 23/3/2015 alle 18.50 nella rubrica Diario.

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