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Si nasce soli, si vive in branco, homo homini lupus! Si muore soli...ed allora? Ubi societas ibi lex. Ma quale lex? Se mi dici,dimentico. Se mi fai vedere, ricordo. Se mi coinvolgi, capisco...
 
 
 
 
           
       

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Giovanni Pizzocchia

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.Questo blog, era nato come diario personale reso pubblico. E' complementare, in via sperimentale, per attività professionali non lucrative e di ricerca accademica dell'autore, nel settore della comunicazione, del mondo giovanile (Informagiovani) e del volontariato di protezione civile. I commenti fuori tema, anonimi o non identificabili dal responsabile del blog non sono presi in considerazione. Grazie a tutti per la collaborazione. Il mio nome è Giovanni  e opero in un ente locale,  in provincia dell'Aquila . In occasione delle provinciali 2010, affinchè non venissero atrofizzati i diritti di voto, ho aderito ad una proposta di cadidatura di un comitato politico civico. E' stata la prima e forse l'ultima volta che ho fatto politica attiva.

 Si può credere nel capitalismo o nel comunismo, ma se nel cuore e nella mente c'è solo egoismo e gli altri sono solo "cose" da utilizzare o da sfruttare, non potrà mai esserci alcuna forma di governo che potrà garantire pace, giustizia e libertà.dal sito "  http://www.pierdilucapiero.it/index.asp 

Quando si dice che gli artisti sono più veloci a cogliere "il vero"...

" Lascia stare il potere, il denaro  che non è  il tuo Dio" 

(Lucio Dalla - Apriti cuore)

 

"Una politica che è solo far carriera: Dio è morto...."

"Con gli odi di partito Dio è morto"

"In ciò che noi crediamo Dio risorge"(Nomadi-Guccini)


I miei bisnonni Giovanni e Rosangela e mia nonna Rachele. Primissimi  del '900.

«  Abbi il coraggio di servirti del tuo proprio intelletto »
(Immanuel Kant)

"I montanari un pò filosofi lo sono di natura, perchè hanno la metà

dei cristiani sotto ai coglioni" (Nevio Pelino in "Se tutti gli asene...")

"Essere forti è un dovere. non per sopraffare i più deboli,
ma per invitare a 'ragionare' gli oppressori"
"La vita è meravigliosa. Male che va, moriremo!"
(Giovanni Pizzocchia)
Il cimitero è pieno di gente indispensabile!

"Bisogna cercare di conciliare
il massimo della libertà individuale col massimo della solidarietà civile. Queste sono le spinte, i problemi del nostro tempo. Perché una libertà sfrenata può portare all’anarchia e un eccessivo controllo può portare al soffocamento della libertà."

..”Oggi il rischio più grande riguarda la guerra. Questo è il vero problema. Io non credo alla possibilità di eliminare la conflittualità secondo me è ineliminabile. Ma i rischi oggi sono maggiori rispetto al passato perché la stessa potenza creativa e distruttiva dell’uomo è enormemente aumentata, come tutti sappiamo….Oggi rischiamo la distruzione del mondo, dell’umanità…..

(Rosario Villari, storico)


"Tempi di guerra, tempi di carriera"(Ignazio Silone)

Albert Einstein
Frase pronunciata all'indomani della Grande Guerra
La guerra non può essere modificata, deve essere abolita


 


"La revolution sera morale ou elle ne sera pas"
(Charles Pèguy)

"Credetemi, la causa reale e vera che fa perdere agli uomini il potere
è che sono diventatii ndegni di esercitarlo". (Alexis de Toqueville)


"Un incontro a due: sguardo nello sguardo, faccia a faccia.
E quando sarai vicino io coglierò i tuoi occhi
per metterli al posto dei miei,
e tu coglierai i miei occhi per metterli al posto dei tuoi,
poi ti guarderò con i tuoi occhi e tu mi guarderai con i miei."

(J.L. Moreno)

Scrivimi: pizzocchia@tiscali.it


 



L'uomo è l'unico animale la cui esistenza è un problema da risolvere (Erich Fromm)
 "la civiltà di un popolo si misura anche dal modo in cui tratta i suoi animali (Gandhi)


"Vince chi ha più fame"Marcello Lippi

non educate i vostri figli alla competizione. Non abbiamo bisogno di superuomini
ma di capire il mondo". B.Spock

Mi ritrovo qui, per aver fatto ciò che voi preti ci avete insegnato:
 ‘dar da mangiare agli affamati”.

 

Michele Del Greco, pastore, 22 dicembre del 1943  carcere  Badia  Sulmona,
prima della fucilazione
da parte dei nazisti
Non è il posto nella società che mi rende ricco, ma le mie opinioni;
queste le posso portare con me .... Solo queste possiedo, e non mi possono essere tolte.
Epitteto (Discorsi)



"Imagination is more important than knowledge"(A. Einstein)
L'Immaginazione è più importante della conoscenza"


"Se lascio la briglia sul collo alla stampa, non resto al potere pù di tre giorni"
(Napoleone Bonaparte)

Meglio per un paeseuna stampa senza governo che un governo senza una stampa libera.
(Thomas Jefferson)

"Riteniamo che alcune verità siano di per sé evidenti: che tutti gli uomini sono stati
creati uguali; che dal loro Creatore sono stati dotati di alcuni diritti inalienabili;
che fra questi ci siano la vita, la libertà, il perseguimento della felicità".
(Thomas Jefferson 1743-1826)

"La libertà e l'uguaglianzadegli uomini non sono undato di fatto ma un ideale
da perseguire,...un dovere."
(L'età dei diritti. Norberto Bobbio)

"E' solo per merito dei disperati che ci è data una speranza"(Walter Benjamin)
Questo è il mio comandamento:che via amiate gli uni gli altri..(Giovanni 15,12)
per scrivermi: pizzocchia@tiscali.it
che tempo fa cicca qui:
http://meteo.ansa.it/satellite2.asp?ID=14

 

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12 aprile 2015

Il caso Sulmona. Perchè una città territorio contesta il proprio Presidente di Regione

Il caso Sulmona. Perché una città territorio contesta con epiteti il “Governatore d’Abruzzo” per la soppressione dei Punti Nascita?

Il malessere che si respira a Sulmona per le vicende legate alla soppressione del Punto Nascita per volontà del governo centrale ed attuata senza un’attenta mediazione fra le parti, una dialettica con una maggior riflessione mirata a soluzioni più calibrate, è la punta di un iceberg, di uno scollamento fra governo e paese reale.

I sulmonesi fondamentalmente sono persone miti. Torna alla mente ancora l’espressione di un giovane partigiano sulmonese che aderì alla Brigata Maiella nel ‘43, e asserì che loro non volevano assolutamente fare la guerra, volevano vivere in santa pace, ma furono costretti a prendere il fucile perché troppi erano i lutti e i soprusi che lui stesso aveva vissuto in famiglia a causa dei nazisti.

A parte l’episodio ormai mitico dello “Jamme mò” del 1957, di rivolta per la soppressione del Distretto Militare, a seguire negli anni si può ricordare solo nel 1997 una folla accanita, pronta al linciaggio, quando si consumò la tragedia provocata dal pastore macedone sul Morrone che uccise due escursioniste venete.

Sulmona, a parte le spoliazioni, la crisi economica e lo spopolamento delle aree montane, non è un centro insignificante che può essere mortificato o schiaffeggiato da una mentalità esclusivamente ragionieristica osservante le cifre e non altri valori e parametri che in “soldoni”contano più dei numeri.

La città di Ovidio, oltre a rappresentare attualmente il baricentro del cuore dell’Abruzzo interno con la Valle Peligna (da Rocca Pia-Pettorano a Raiano-Vittorito), dall’Alto Sangro (bacino Castel di Sangro – Roccarso), la Valle del Sagittario (Scanno-Villalago-Anversa-Cocullo) Valle Subequana (numerosi comuni che fanno da cerniera con la Marsica e l’Aquilano), la Val Pescara (Popoli-Bussi-Tocco da Casauria) è stata, non a caso, capoluogo medioevale dell’Italia Centrale Normanna, per volontà di uno fra i più grandi sovrani della storia: Federico II di Svevia, non a caso definito “Stupor mundi”, e chi ha studiato un po’ di storia ne conosce il significato. Inoltre nel 1294, epoca angioina, proprio Sulmona fu l’ombelico del mondo cristiano, allorché il re Carlo D’Angiò e suo figlio Carlo Martello con i delegati da Perugia, portarono il decreto di nomina pontificia a Pietro da Morrone che ivi viveva e che divenne Celestino V, quando il papa deteneva sia il potere spirituale che temporale.

Una Regione che, in epoca post industriale, punta alla sinergia fra cultura e turismo quali strategie vocazionali per lo sviluppo socio economico del proprio territorio, queste considerazioni deve tenerle ben in evidenza come prioritarie. Una legge non può essere calata “sic et simpliciter” su un territorio senza alcuna considerazione, ma va interpretata secondo i valori, le peculiarità ed in sintonia con coloro che la vivono, proprio per prevenire conflitti sociali, sicuramente diseconomici.

Il Governatore d’Abruzzo Luciano D’Alfonso, persona di indubbia intelligenza e carisma, queste considerazioni non può ignorarle per evitare errori. E’pregato dunque di non passare nella storia come lo “yes man” di turno di qualcuno fuori regione con la testa dietro una scrivania, ma come un autentico abruzzese che vive ed ama la sua Regione, la propria terra e la sa governare con sapienza e lungimiranza, ispirandosi, perché no, ad un Federico II di Svevia, e ad essere all’altezza delle sfide del nostro tempo e della fiducia che gli stessi abruzzesi gli hanno concesso.

Giovanni Pizzocchia, Sulmona

@GioPizzocchia


15 gennaio 2014

Concerto a Sulmona del Quintetto a Pizzico dell'Aquila in ricordo del M° Giusti

La Camerata Musicale Sulmonese ricorda il musicista conterraneo Mario Giusti, a vent’anni dalla morte, con il Quintetto a Pizzico Aquilano.

Sarà il Quintetto a Pizzico Aquilano, del Conservatorio dell’Aquila, ad interpretare i brani del M° Mario Giusti, nel Memorial di domenica prossima 19 gennaio alle ore17,30, presso l’Auditorium dell’Annunziata a Sulmona, nell’ambito del programma 2013-14 della Camerata Musicale Sulmonese.
I brani sono stati incisi su CD e saranno presentati anche al Festival Internazionale di Chitarra e Mandolino che si terrà la prossima estate nel Granducato di Lussemburgo.
Come ci tiene a precisare Lino Giusti, figlio d’arte, le musiche del proprio padre, scritte per formazioni mandolinistiche, dal 2011 sono approdate nei Conservatori e studiate soprattutto in quello dell'Aquila e di Palermo.
Lo stesso concerto recentemente già si è tenuto a L’Aquila, sua città natale nel 1921. L’artista è deceduto a Sulmona nel 1993, dove si era stabilito con la propria famiglia già negli anni ’50. Vasta la sua produzione artistica, allievo del musicista aquilano Frammolini, non vedente, diventa presto uno dei più bravi mandolinisti abruzzesi negli anni 30-40. Dopo la guerra come aviere e come partigiano nella Brigata Garibaldi, grazie alla stabilità economica offerta da un impiego alle poste, dedica con grande passione il tempo libero alla composizione ed alla formazione di giovani allievi sulmonesi, in mandolino e, non senza rammarico, soprattutto chitarra, per via della beat generation, in primis i propri figli e nipoti. Sono oltre cento i brani che ha composto, per chitarra, mandolino e per cori folcloristici. Diversi brani sono riferiti ad eventi importanti che intanto accadevano nella città ovidiana, come ad esempio quando negli anni ’60 si inaugurò il ponte Capograssi, progettato dal luminare ingegnere Morandi, che collegava la città storica alla nuova Sulmona in espansione, grazie al boom economico di quegli anni.
''Persona umile,'' - come ricorda commosso il figlio - ''papà non si era mai iscritto alla Siae''. I suoi brani sono stati sistemati, catalogati e depositati dal figlio Lino.
Il Quintetto a Pizzico Aquilano, che interpreterà la serata, si è costituito nel 2011 nel Conservatorio aquilano “A.Casella” sotto la sagacia guida del Prof.Fabio Giudice, docente di mandolino. Nasce dalla volontà di eseguire musica da camera in una formazione poco proposta nel nostro Paese. La missione è di far riscoprire parte del nostro patrimonio musicale, attraverso l’interpretazione della letteratura originale e trascritta per questa formazione, per diffondere, riscoprire e ridare il giusto valore al mandolino nel Bel Paese Uno strumento troppo trascurato dopo gli anni 60. Il Quintetto, anche se composto da giovanissimi musicisti, è stato già insignito dalla medaglia di bronzo del Senato della Repubblica per meriti artistici. Nel 2012 ha vinto il 1° Premio nella Sezione Musica da Camera al Concorso Nazionale “Urania”. Nel 2013 ha vinto il 1° Premio al Concorso Nazionale “Marco dall’Aquila” ed il Premio Speciale “Piero Farulli”. A giugno si è esibito a Londra all’Istituto Italiano di Cultura e in due centri commerciali Westfield. Ha inciso il 1° CD con i pezzi di maggior successo del proprio repertorio. A dicembre è uscito il 2° CD “Il Quintetto a Pizzico Aquilano quale omaggio al M° Mario Giusti”. Per l’anno in corso. sono già numerosi gli impegni, fra cui il Festival Internazionale di chitarra e mandolino che si terrà nel Granducato di Lussemburgo. I componenti: Domenico Di Luzio, Davide Ferella e Francesco Mammola, mandolino e mandola; Giulia Giardini, chitarra; Laura Di Persio, chitarra basso. Giovanni Pizzocchia


20 luglio 2011

Decreto di nomina pontificia a Pietro da Morrone, Celestino V

Ecco il link della rappresentazione sulla consegna del Decreto di Nomina pontificia a Pietro da Morrone, Celestino V, con il trailer a cura della redazione di CentroAbruzzo news:

http://centroabruzzonews.blogspot.com/2011/07/san-celestino-v-applauditissima-la.html




Buona visione dal vs. abruzzowolf


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permalink | inviato da lupoabruzzese il 20/7/2011 alle 8:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

25 giugno 2011

L'omossesualità nella nostra realtà cattolica. Di. R. Garofalo

 

L’OMOSESSUALITA’ NELLA NOSTRA REALTA’ CATTOLICA

di Raffaele Garofalo



Il 17 maggio è stata celebrata la Giornata Mondiale contro l’Omofobia, voluta dall’Unione Europea. La ricorrenza ha visto svolgersi, in diverse città italiane e straniere, veglie di preghiera dedicate alle vittime di questa forma di discriminazione.

Esiste una Chiesa che non ha paura della diversità.

Un prete amico ha raccontato una sua esperienza degli anni 70. Alcuni ragazzi omosessuali, oggetto di scherno e di emarginazione fin dalla loro prima adolescenza, confidavano a lui l’ “inconfessabile” problema. Quasi tutti, negli anni, furono costretti ad andar via per cercare altrove la possibilità di essere accettati, un diritto che ogni uomo giustamente reclama. Uno tra loro aveva convinto il prete a farsi portavoce presso i suoi genitori perché approvassero la condizione del figlio. La missione fallì. Il ragazzo fu tra quelli che partirono per il nord più “aperto”, immaginavano. Qualche anno dopo si seppe che si era lasciato morire.... La tragedia indusse il religioso a frequentare gli anziani genitori per capacitarli che era stato un incidente…Meritavano di morire pacificati, anch’essi vittime di un rifiuto sociale che difficilmente può definirsi “cristiano”.

Questo avveniva nella Valle Peligna, ultimamente salita alla ribalta per alcune discusse dichiarazioni del sindaco di Sulmona sulle cause biologiche…della omosessualità. Le acque sembrano ora tornate alla calma per un ripensamento, si spera sincero, dello stesso primo cittadino presente alla manifestazione contro l’omofobia tenuta nella sua città.

L’episodio va al di là del fatto di cronaca o delle singole persone coinvolte. Apparteniamo a una società che si autoproclama cristiano-cattolica, ma che, in ogni occasione, non manca di professare il proprio credo, ancor più convinto, nell’autocelebrato machismo latino. Da decenni certa televisione “diseduca” i ragazzi prospettando una sessualità da consumo, priva di regole, unita allo scherno avvertito come doveroso contro il diverso. Anche chi si professa credente non vede nell’altro il “fratello” da rispettare, secondo la raccomandazione biblica “ Dio ha insegnato a non chiamar profano o impuro alcun uomo”. ( At 10, 28).

La saggezza antica viene a ricordarci che gli “uomini” si distinguono per la capacità di fare appello alla ragione e ai sentimenti positivi. Il resto non ci distingue molto dal mondo animale. Inoltre, proprio perché teniamo tanto a rifarci alla cultura cristiana, è bene tener presente che Cristo non ha affrontato il tema della sessualità come ha trattato invece, insistentemente, quello della giustizia tra gli uomini. Non sembra aver dato al sesso una rilevanza specifica, lo ha associato alla sfera del rispetto e dell’amore verso l’altro. Cristo afferma che chi guarda una donna “per” desiderarla commette peccato contro di lei. Non intendeva certo reprimere un sano godimento e un complimentarsi con Dio per il fascino della bellezza tra le imperfezioni del mondo che ci circonda. Voleva affermare che la persona umana non può essere considerata “oggetto di consumo”.

Il vangelo nomina coloro che “ si sono fatti eunuchi per il regno dei cieli”, ma non parla degli omosessuali, non dovevano costituire un problema. Vero scandalo erano i Farisei, i censori del comportamento altrui.

In occasione del Gay Pride del 2000 a Roma, Giovanni Paolo II parlò di “esigenza di verità verso Dio creatore”. Un linguaggio abbastanza oscuro. Anche lui, forse, velatamente accennava ad una “aberrazione genetica”, non rispondente al progetto della divinità creatrice? Gli omosessuali sarebbero figli di un dio minore e non della stessa Provvidenza che avrebbe dato una sessualità normale a Rocco Buttiglione e a Roberto Formigoni, avversari dichiarati di quella manifestazione? Avvicinare una persona omosessuale, che dietro un giorno di esuberante festosità ne nasconde altri 364 di quotidiana mortificazione, sarebbe stato, per Wojtyla, meno evangelicamente compromettente della sua comparsa sul balcone con Pinochet, generale “cristiano” pluriomicida, non pentito.

Cristo disarmò tante mani già alzate contro l’adultera (non sappiamo nemmeno se fosse pentita) la perdonò sfidando la Legge, senza per questo benedire l’adulterio. Se condanna senza appello è mai uscita dalla bocca del Maestro, essa è rivolta contro i Farisei di tutti i tempi ai quali ha detto e dice: “ I peccatori e le prostitute vi precederanno nel regno dei cieli”.

Disse anche: ” Beati i perseguitati…!”.

Raffaele Garofalo


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permalink | inviato da lupoabruzzese il 25/6/2011 alle 8:22 | Versione per la stampa


 

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